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India - Settori produttivi

 

Il Governo di New Delhi si è dato l’obiettivo di elevare, entro il 2025, il contributo del settore manifatturiero al PIL dall’attuale 15% al 25%, creando al contempo circa 100 milioni di posti lavoro. Il Governo ha inoltre lanciato, negli ultimi anni, una serie di piani industriali, principalmente volti a colmare il deficit energetico ed infrastrutturale del Paese.
 
Si segnalano la Solar Mission e Wind Mission nel settore delle energie rinnovabili, mentre nel settore infrastrutture è stato stimato un fabbisogno di investimenti pari ad 1.000 miliardi di dollari per il quinquennio 2012-2017, gran parte dei quali dovrà essere mobilizzata attraverso la modalità della Public-Pivate-Partnership.
 
Tra gli altri settori altamente strategici, in particolare per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, si segnalano la meccanica e meccatronica,  il comparto automobilistico (auto di piccola cilindrata e componentistica) e il settore delle tecnologie agroalimentari, con particolare riferimento alla conservazione e trasformazione del cibo.

India - Materie prime

 

Il paese è dotato di ingenti risorse di minerali metallici e non metallici. Il settore minerario è un segmento importante dell'economia indiana. Dopo l'indipendenza c'è stata una forte crescita della produzione mineraria sia in termini di quantità che di valore. L’India produce ben 87 minerali, tra cui 4 di carburante, 10 metallici, 47 non metallici, 3 atomici e 23 minerali minori (compresi i materiali da costruzione).
 
L’oil & gas è uno dei sei settori principali dell’India e ha legami molto significativi con l'intera economia. L’India è cresciuta ad un ritmo sorprendente e si è impegnata ad accelerare tale ritmo di crescita negli anni a venire. Questo si traduce in un crescente bisogno energetico che ha reso necessaria una più intensa esplorazione, una evoluzione dei metodi di estrazione, raffinazione e distribuzione, un più razionale bilanciamento dei prezzi globali - tenendo a mente l’allarmante fluttuazione dei prezzi del recente passato - e un maggiore spirito di cooperazione internazionale.
La crescente domanda di petrolio greggio e gas nel paese accompagnata dall'iniziativa politica del governo indiano verso l'attività di esplorazione e produzione hanno dato un grande impulso al settore alimentando le speranze di una maggiore crescita.
Oil and Natural Gas Corporation Limited (ONGC) e Oil India Ltd. (OIL), le due compagnie petrolifere nazionali, oltre ad aziende private e joint-venture hanno intensificato l'esplorazione e la produzione di petrolio e gas naturale nel paese.
 
Il gas naturale è uno dei combustibili migliori per la sua maggiore efficienza, economicità e impatto ambientale. Allo stato attuale, i principali produttori di gas naturale in India sono Oil and Natural Gas Corporation Limited (ONGC), Oil India Limited (OIL) e le joint venture di Panna & Mukta Tapti e Ravva. Oltre alla produzione totale di circa 96 Million Metric Standard Cubic Meter Per Day (MMSCMD) per il consumo interno, circa 73 MMSCMD sono disponibili per la vendita. Inoltre, circa 23 MMSCMD di gpl rigassificato) vengono forniti alle utenze domestiche. Il gas prodotto da ONGC e OIL dai lotti esistenti viene venduto a prezzi amministrati stabiliti dal governo. A fronte di uno stanziamento complessivo di 150 MMSCMD di gas, la fornitura attuale è attualmente circa 53 MMSCMD.
 
Il sottosuolo indiano è ricco di carbone di cui detiene un quinto delle riserve mondiali. Il carbone indiano però è di bassa qualità e presenta un elevato contenuto di ceneri, caratteristica che lo rende due volte più inquinante del carbone importato. In India, al contrario della Cina, il 90% giacimenti sono a cielo aperto con un impatto pesante per l’ambiente. L’India è il secondo Paese al mondo, dopo la Cina, per quantità di carbone bruciato a scopo energetico (il carbone è fonte del 60% dell’energia elettrica in India). È stato stimato che per il 2019 la produzione di carbone in India raddoppi arrivando quindi al miliardo di tonnellate, indicazione di quanto sia strategico per questo paese il carbone.

India - Agricoltura

 

Nonostante l’agricoltura del Paese indiano sia caratterizzata da un sistema ancora arretrato, costituisce uno dei settori rilevanti del mercato, poiché, non soltanto riveste una quota importante nella formazione del PIL, ma anche accoglie oltre il 50% della forza lavoro indiana.

Le principali colture sono quelle del miglio, del tè, della canna da zucchero, del grano, del riso e del cotone. È un settore strettamente legato alle condizioni climatiche, in particolare nel periodo dei monsoni.
L'agricoltura fornisce un importante sostegno per la crescita economica e la trasformazione sociale del paese. L’india è una delle più grandi economie agrarie del mondo e il settore agricolo (comprese le attività affini) indiano è uno dei più grandi al mondo sia in termini di produzione che di consumo (l’India è il secondo produttore di frutta al mondo).
La produzione alimentare indiana costituisce l’8% di quella mondiale ma rappresenta solo il 16% del PIL nazionale.
Il settore agricolo rappresenta anche il 58% dell'occupazione nel paese oltre a fornire cibo, foraggio e materie prime per un segmento vasto dell'industria. Per questi motivi la crescita dell'agricoltura indiana può essere considerata una condizione necessaria per la crescita inclusiva. Più recentemente, il settore rurale (compresa l'agricoltura) viene visto come una potenziale fonte di domanda interna, fatto che influenza le strategie di marketing degli imprenditori che desiderano ampliare la domanda di beni e servizi.
Le opportunità d’affari più interessanti per gli operatori italiani si presentano nel comparto dei macchinari. I macchinari agricoli italiani sono, infatti, molto apprezzati in India in quanto rispondono al meglio alla domanda locale di attrezzature di piccole/medie dimensioni (dovuta alla ridotta dimensione delle proprietà terriere) ed adattabili alle necessità locali (semplicità d’uso, costi ridotti, tipologia del terreno/raccolto, ecc.).
Ulteriori opportunità si presentano nel campo delle tecnologie post-raccolto, di trasformazione alimentare ed imballaggio, nonché nella predisposizione di supply chain catena del freddo per evitare sprechi di prodotti alimentari.
Da sottolineare che l’India:
  • sia il maggiore produttore di latte in tutto il mondo (105 milioni di tonnellate l'anno);
  • abbia la popolazione di bestiame più grande del mondo (485 milioni di tonnellate l'anno);
  • sia il secondo più grande produttore di frutta e verdura (150 milioni di tonnellate l'anno);
  • sia il terzo più grande produttore di grano per alimentazione umana (230 milioni di tonnellate l'anno);
  • sia il terzo più grande produttore di pesce (7 milioni di tonnellate l'anno);
  • abbia il 52% di terre coltivabili rispetto alla media mondiale dell’11%;
  • possieda tutti i 15 climi più importanti nel mondo;
  • abbia 46 dei 60 tipi di terreno esistenti;
  • abbia 20 regioni agro-climatiche.

India - Industria

 

Il settore tessile indiano risulta essere particolarmente attraente per gli investimenti grazie alle tipiche capacità artigianali e “artistiche”, al basso costo della manodopera e alla vasta disponibilità di fibre naturali. I punti di forza sono rappresentati dalla produzione di cotone (se ne contano circa 80 varietà), in particolare del tessuto denim, utilizzato per la realizzazione di jeans, dal settore della seta (ponendo l’India al secondo posto dopo la Cina) e dalla capacità di realizzare ricami e miglioramenti stilistici.
L'industria tessile indiana ha una presenza schiacciante nella vita economica del paese. Oltre a fornire una delle necessità primarie nella cultura indiana, l'industria tessile svolge un ruolo fondamentale nella produzione industriale, generando occupazione e proventi dalle esportazioni.
 
Il comparto continuerà a sperimentare sostenuti livelli di crescita, grazie agli elevati consumi interni e all’incremento delle esportazioni:
New Delhi sta prendendo importanti misure al fine di incentivare ulteriormente lo sviluppo di tale mercato e, a tal proposito, intende attrarre investimenti stranieri attraverso visite promozionali in alcuni Paesi tra cui Giappone, Germania, Italia e Francia. A conferma dell’importanza rivestita dal comparto in India, va evidenziato come il Governo nel 12mo Piano Quinquennale (2012-2017) abbia deciso di destinarvi circa 9.1 miliardi di USD, rispetto ai 4 miliardi dell’11mo Piano Quinquennale.
 
Per quanto riguarda il settore del cuoio e della pelletteria, l’industria indiana, la sesta al mondo per dimensione in questo comparto, presenta diverse opportunità per le imprese italiane: nel dettaglio il contributo delle calzature risulta essere particolarmente significativo, visto che l’India è diventata il secondo produttore di calzature al mondo.
Il mercato indiano occupa una posizione importante anche nel settore dell’arredamento: la produzione di cuscini, tendaggi e moquette, non soltanto ha successo sul mercato locale, ma guarda anche con interesse i paesi occidentali. Per poter avvicinarsi al gusto europeo, il “tessile casa” indiano cerca di distaccarsi da disegni troppo legati alla tradizione mantenendo comunque la vivacità dei colori delle sete e dei tessuti.
Nel corso degli ultimi anni molti tra i principali gruppi stranieri hanno deciso di espandere la loro capacità produttiva in India, soprattutto nel comparto delle automobili di piccola dimensione che rappresenta i ¾ della domanda interna.
Allo stesso modo l’India si sta sempre più prefigurando come Paese chiave per la produzione di mezzi di trasporto, con particolare attenzione al mercato dell’Asia. Il settore automotive indiano presenta numerose opportunità di investimento, se si considera anche la crescente domanda interna legata alla componentistica (secondo le stime entro il 2020 il settore della componentistica costituirà il 3,5% del PIL).
Numerosi partner stranieri sono stati attirati da una base produttiva a basso costo e altamente specializzata, ma anche da una produzione nazionale che si caratterizza per la presenza di aziende capaci di fornire prodotti di standard e qualità certificati. Il settore dei mezzi di trasporto (auto, veicoli commerciali e moto), la componentistica auto e le macchine utensili nel comparto automobilistico rappresentano le aree di interesse per il sistema italiano delle imprese.
Per quanto riguarda le macchine utensili, le possibilità offerte sono molte soprattutto nel comparto delle macchine per la lavorazione e il taglio dei metalli e delle pietre. L’India rappresenta infatti il più grande consumatore di gioielli a livello mondiale, con una quota del 20% sul consumo complessivo.
Dal 2000 a oggi, l’acquisto di macchine utensili è aumentato di quasi dieci volte, passando da un valore pari a 200 milioni di dollari a oltre 1,5 miliardi di dollari con una crescita prevista nei prossimi cinque anni pari al 10/15%. Oltre ai macchinari per la gioielleria, l’incremento della domanda di macchine utensili è determinato anche dall’industria automobilistica, che impiega circa la metà del totale delle macchine utilizzate in India.
Allo stesso modo l’India ha dimostrato e dimostra di essere molto attenta alle competenze nelle tecnologie di trasformazione e conservazione dei prodotti alimentari, nelle  infrastrutture logistiche , nel packaging e nella catena del freddo, nelle biotecnologie e nei laboratori per il controllo qualità.  L’obiettivo del Governo indiano consiste nell’investire nel food-processing e aumentare entro il 2025 dal 2 al 25% la percentuale di alimenti trasformati.
Le macchine agricole occupano comunque una posizione di rilievo, visto che il settore agricolo contribuisce per il 16% al PIL del Paese e impiega circa il 60% della forza lavoro.