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India - Congiuntura

 

L'India rimane in testa alla crescita globale economica la cui previsione di aumento si attesterebbe al 7,8% nel 2016.
I settori che hanno registrato un’espansione maggiore del 7% sono stati quello fiscale, immobiliare e dei servizi professionali (10,3% di crescita); manifatturiero (9,3%); commercio, alberghi, trasporti, comunicazioni e servizi relativi alla radiodiffusione (9%); estrazione di minerali (7,4%). Agricoltura, silvicoltura e pesca sono cresciute dell’1,2%, le costruzioni del 3,9%. L’energia elettrica, il gas, la fornitura di acqua e di altri servizi di pubblica utilità hanno registrato un aumento del 6,6%, così come il settore della pubblica amministrazione, della difesa e di altri servizi.

La crescita economica dell'India è misurata da un aumento del prodotto interno lordo previsto al 7,9% per il 2017.Le previsioni confermano l’impennata economica del Paese dell’Asia meridionale negli ultimi anni. La crescita potenziale del prodotto interno lordo dell’India nel lungo periodo è notevole, circa l’8-10%. Se tali previsioni fossero confermate, l’India supererebbe anche l’altro gigante asiatico – la Cina – che nell’ultimo periodo sta subendo una costante crisi finanziaria.

La Banca Mondiale ha però riconosciuto la resilienza dell'India dicendo che rispetto alla maggior parte degli altri grandi paesi in via di sviluppo, l'India è ben posizionata per resistere a venti contrari a breve termine e alla volatilità nei mercati finanziari globali a causa della riduzione delle vulnerabilità esterne, un rafforzamento del ciclo economico nazionale, e un contesto politico favorevole. Nelle previsioni della Banca Mondiale, si richiama l'attenzione anche sui problemi nel processo di riforma: in India, i progressi delle riforme non sono garantiti visto che la camera alta del parlamento, non controllata dal partito di governo, ha il potere di bloccare agenda legislativa del governo. Un fallimento nell'iter sull'imposta di beni e servizi potrebbe ostacolare la capacità del governo di far decollare la spesa per le esigenze infrastrutturali e preservare lo status quo dei frammentati mercati nazionali. Un ritardo nei progressi in materia di riforme agrarie potrebbe aggiungere ulteriori ritardi di investimento. E la crescita degli investimenti privati ​​potrebbe non essere in grado di costituire un ulteriore slancio. Mentre il finanziamento dei partenariati pubblico-privati rimane una sfida. Il lato positivo nello sviluppo indiano sta nel ciclo degli investimenti che si sta gradualmente riprendendo, guidato dagli sforzi del governo tesi a rilanciare gli investimenti in infrastrutture, in particolare strade, ferrovie e infrastrutture urbane. Il progresso sui miglioramenti delle infrastrutture e gli sforzi del governo per rilanciare gli investimenti dovrebbero compensare l'impatto di qualsiasi inasprimento delle condizioni di finanziamento derivanti dalla stretta politica monetaria statunitense. Tali investimenti riusciranno anche a sollevare il potenziale di crescita nel medio termine. Bassi prezzi internazionali dell'energia e delle riforme energetiche interne faciliteranno i costi energetici per le imprese indiane che tendono ad essere ad alta intensità energetica.


India - Prospettive future

 

Tra i grandi protagonisti della ricchezza mondiale troviamo l'India e l'Indonesia, altri due stati asiatici, a cui andrebbe la palma d'oro della crescita dal 2020 in poi, quando prenderanno il posto della Cina come economie più virtuose. Ma già al 2025, India e Cina supereranno la ricchezza di tutti i Paesi del G7 messi insieme, mentre al 2060 avranno superato il PIL totale di tutti i 34 stati Ocse, quando oggi rappresentano ancora solo un terzo di esso.

In particolare l'India come prima scelta, non solo in Asia o tra i mercati emergenti, ma in tutto il mondo, perché sta portando avanti riforme incisive che ne migliorano il tessuto economico, con previsioni di rallentamento dell'inflazione e miglioramento del rating del Paese che porterà effetti positivi sia sui bond (i cui rendimenti sono previsti in decrescita) che sul mercato azionario. La Banca Mondiale ha lasciato invariate le stime di crescita di Pechino rispetto alle previsioni di ottobre 2015, ma ha limato le prospettive per le economie emergenti dell'Asia orientale e del Pacifico, che cresceranno, in media del 6,3% nel 2016 e del 6,2% nel 2017 e nel 2018, in calo rispetto al 6,5% di crescita raggiunto nel 2015.

Quanto all'India, dopo che la Banca centrale ha deciso di tagliare i tassi d'interesse al 6,5% ad aprile 2016, l'inflazione è scesa significativamente, grazie anche alla dinamica globale delle materie prime. Il governatore centrale Raghuram Rajan è stato abile a ridare credibilità alla politica monetaria e il taglio dei tassi dimostra che il declino dei prezzi è interpretato come strutturale. Anche a fronte del fatto che recentemente le condizioni finanziarie sono state difficili, la Banca centrale, il governo e le stesse istituzioni del credito hanno bene in mente una riforma del sistema bancario, che farà migliorare la trasmissione della politica monetaria all'economia reale. In sostanza, il premier Modi sta cambiando le dinamiche delle istituzioni e delle politiche di governo, e anche se si ragiona nei termini di 3-5 anni le prospettive sono positive.