India - Strumenti comunitari di cooperazione

 

 
I rapporti tra l’Unione Europea e la Repubblica dell’India risalgono agli inizi degli anni ’60. La dichiarazione di collaborazione politica del 1993 e l’accordo di cooperazione del 1994 (che rappresenta l’attuale struttura legislativa di collaborazione) hanno aperto le porte ad un vasto dialogo politico che si sviluppa attraverso summits annuali, regolari riunioni ministeriali e incontri di esperti. Nel 2004 l'India è diventata uno dei partner strategici dell’UE. Dal 2005, il Piano di azione congiunta dell’Unione Europea (che comprende cinque programmi: Investire nelle risorse umane; Ambiente e gestione sostenibile delle risorse, tra cui l'energia; Gli attori non statali e le autorità locali; Lotta contro la fame: strategia per la sicurezza alimentare; Cooperazione con i paesi terzi in materia di immigrazione e di asilo), modificato nel 2008, sta contribuendo alla realizzazione del pieno potenziale di questa partnership. Gli attuali sforzi sono concentrati su: continue trattative per un accordo commerciale e di investimento; conclusione delle trattative sul settore dei trasporti (aviazione civile e trasporto marittimo); implementazione del programma di lavoro congiunto sui cambiamenti climatici adottato nel summit del 2008.
 
Dal 2005, il Piano di azione congiunta dell’Unione Europea, modificato nel 2008, sta contribuendo alla realizzazione del pieno potenziale di questa partnership. Sulla base del Piano di azione congiunta, l’UE sviluppa, inoltre, una serie di programmazioni pluriennali attuate attraverso Documenti Strategici Nazionali (DSN). Nello specifico, l’India rientra nell’assistenza che l’UE alle regioni dell'Asia e dell'America Latina attraverso lo strumento di cooperazione allo sviluppo ((DCI - Regolamento (UE) N. 233/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 marzo 2014 che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo per il periodo 2014-2020 - Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, serie L 77 del 15 marzo 2014) ivi compresi i 5 strumenti tematici: lo strumento finanziario per la promozione della democrazia e dei diritti dell’uomo nel mondo, lo strumento di sicurezza nucleare, lo strumento di stabilità e lo strumento umanitario. Nell'ambito di questo strumento, le Comunità europee finanziano misure volte a sostenere la cooperazione geografica con i paesi, i territori e le regioni in via di sviluppo compresi nell'elenco dei beneficiari degli aiuti stabilito dal Comitato per l'aiuto allo sviluppo (CAS) dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE). A norma del regolamento, gli aiuti comunitari sono erogati tramite programmi geografici e tematici e attraverso le misure di accompagnamento a favore dei paesi dell'Africa, dei Carabi, del Pacifico dell’Asia e dell’America latina.
 
I programmi geografici, che coprono le attività di cooperazione con paesi e regioni partner individuati su base geografica, interessano cinque regioni: America latina, Asia, Asia centrale, Medio Oriente e Sudafrica.
 
I programmi tematici completano quelli geografici, in quanto riguardano un settore specifico di interesse per un insieme di paesi partner non individuati su base geografica, attività di cooperazione rivolte a diverse regioni o gruppi di paesi partner o un'azione internazionale senza una specifica base geografica. Il loro campo di applicazione, quindi, supera quello della cooperazione geografica, poiché oltre ai paesi ammissibili alla cooperazione geografica a titolo del DCI contempla anche i paesi che possono beneficiare del Fondo europeo di sviluppo (FES) e quelli a cui si applica il regolamento (CE) n. 1638/2006.
 
In questo ambito per il periodo 2014-2020 non sono previsti fondi per la cooperazione bilaterale mentre sono previsti per la cooperazione tematica e regionale, così come le allocazioni di sovvenzioni. Altre fonti di finanziamento sono previste nell'ambito dello strumento europeo per la democrazia ei diritti umani (EIDHR), i paesi industrializzati (ICI), lo Strumento di Partenariato (PI).
 
Il 30 marzo 2016 l'UE ha ospitato a Bruxelles il 13° vertice UE-India. Le discussioni si sono concentrate su commercio e investimenti, energia e clima, risorse idriche, migrazione e politica estera e di sicurezza.
Al vertice i leader hanno adottato una dichiarazione congiunta in cui ribadiscono l'impegno a rafforzare il partenariato strategico UE-India.
Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, e Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, hanno rappresentato l'UE. La Repubblica dell’India era rappresentata dal primo ministro Shri Narendra Modi.

Partenariato UE-India
I leader hanno approvato l’Agenda per l’azione 2020, che fissa una tabella di marcia concreta per i prossimi cinque anni.
Hanno inoltre accolto con favore la ripresa delle discussioni sui modi per portare avanti i negoziati dell'accordo in materia di scambi e investimenti tra l’UE e l’India.
Entrambe le parti hanno riconosciuto l’importanza di rafforzare la cooperazione in materia di sviluppo sostenibile e questioni ambientali. In tale contesto hanno approvato una dichiarazione congiunta sul partenariato per l'acqua India-UE e hanno adottato una dichiarazione congiunta su un partenariato per l'energia pulita e il clima.
L’UE e l’India hanno evidenziato l’importanza dei contatti tra i loro cittadini e hanno accolto con favore l'istituzione di un'agenda comune su migrazione e mobilità.
Il vertice ha inoltre fornito alla Banca europea per gli investimenti e all'India l'opportunità di raggiungere un accordo formale su un prestito a lungo termine di 450 milioni di EUR per finanziare la prima linea della metropolitana di Lucknow.

Politica estera, diritti umani e sicurezza
Entrambe le parti hanno espresso il proprio impegno a rafforzare la cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza e hanno messo in risalto l’importanza della cooperazione in materia di diritti umani.
I leader hanno adottato una dichiarazione congiunta sulla lotta al terrorismo, sottolineando la necessità di una risposta globale a tale minaccia.

Questioni globali
I leader hanno riaffermato il ruolo essenziale del G20 per conseguire una crescita forte, sostenibile ed equilibrata a vantaggio dei cittadini e hanno riconosciuto l’importanza dell'attuazione dell'agenda globale adottata al vertice del G20 del novembre 2015.
Hanno inoltre accolto con favore l'adozione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e lo storico accordo sui cambiamenti climatici raggiunto a Parigi.