India - Sistema creditizio e finanziario

 

Il sistema bancario indiano è costituito da 80 banche commerciali, 200 banche agricole regionali e 350 cooperative agricole. Il settore è dominato dalle banche del settore pubblico (il 70% degli asset sono, infatti, in mano allo stato e il credito al settore privato rappresenta solo il 40% del PIL). La performance è positiva: il livello dei NPL è contenuto ma segna una crescita nell’ultimo biennio, complice il rallentamento dell’economia e l’elevata esposizione del settore bancario verso le imprese statali poco performanti operanti in settori critici, come il trasporto aereo e l’energia.

La salute del settore bancario indiano è migliorata notevolmente nel tempo, ma il credito bancario è ancora principalmente rivolto all’attività statale piuttosto che ai privati; il credito al settore privato rappresenta infatti solo il 40% del totale. In India circa il 75% degli attivi è detenuto da 28 banche pubbliche. Il restante è ripartito fra banche private (17%) e straniere (8,40%). Fra quest’ultime nessuna banca italiana è presente con proprie filiali operative ma unicamente con uffici di rappresentanza.

La modesta presenza sul territorio di istituti di credito internazionali va ricercata principalmente nella sostanziale chiusura dell’organo centrale agli investimenti stranieri. Anche il potenziamento della rete distributiva è fortemente limitato. È consentito aprire nuove filiali limitatamente ad un massimo di 12 all’anno.
L’aspetto della copertura del territorio è elemento chiave nella comprensione del sistema bancario indiano. Le incredibili dimensioni, in termini di numero di sportelli delle banche indiane, se da un lato assicurano la vicinanza al cliente ovunque nel Paese, dall’altro non sempre consentono un livello di servizi equiparabile agli standard occidentali. Le singole unità locali gestiscono infatti, con ampio potere decisionale, le diverse attività operative. L’autonomia decentrata su operazioni complesse quale, ad esempio, il trade finance, riduce l‘effetto di un coordinamento strategico centrale ed anche la possibilità per le banche corrispondenti estere di avere un unico interlocutore con il quale interagire. Dovendo infatti relazionarsi con i numerosissimi uffici competenti presenti sul territorio, l’efficacia degli interventi, in caso di problemi operativi, si riduce, così come la possibilità di offrire assistenza al proprio cliente in tempi adeguati.
La Reserve Bank of India (RBI) è la suprema autorità monetaria responsabile per il controllo del sistema bancario del paese. È stata fondata il 1° aprile 1935, in conformità con le disposizioni del Reserve Bank of India Act del 1934. Anche se in origine era di proprietà privata, dal momento della sua nazionalizzazione nel 1949, la Reserve Bank è interamente di proprietà del governo indiano. La Reserve Bank ha sede a Mumbai e dispone di 22 uffici regionali, la maggior parte dei quali nelle capitali degli Stati. Il Banking Regulation Act del 1949 fornisce il quadro giuridico per la regolamentazione del settore bancario da parte della Reserve Bank of India.

Negli ultimi anni la performance del settore bancario è stata positiva. La quota dei Non performing loans è contenuta ma è cresciuta nell’ultimo anno, complice l’elevata esposizione del settore bancario (specialmente banche pubbliche) verso le imprese statali operanti in settori critici, come il trasporto aereo e l’energia. Dopo gli interventi
di politica monetaria espansiva effettuati in risposta alla crisi, la banca centrale ha implementato una politica monetaria restrittiva per contenere la crescita dell’inflazione, portando il tasso di interesse repo rate all’8,50%. A fine ottobre 2011 sono stati liberalizzati i tassi sui depositi.
La Banca Centrale ha deciso di non agire sui tassi d’interesse per i prossimi mesi, con possibilità di inversione del ciclo in caso di deterioramento dello scenario macroeconomico.
I principali mercati azionari in India sono il National Stock Exchange of India Limited, il cui indice è S&P CNX Nifty, e il Bombay Stock Exchange Sensitive Index, il cui indice è BSE Sensex. La regolamentazione è implementata dalla Securities and Exchange Board of India. Il mercato dei corporate bond è ancora relativamente poco sviluppato, data l’elevata presenza statale nella proprietà delle grandi aziende e la mancanza di investitori istituzionali.