India - Sistema fiscale

 

 
In India, il potere legislativo in materia fiscale è assegnato al governo centrale ed agli Stati federali. La Costituzione, distingue le seguenti sfere di competenza:
  • Union list: le disposizioni tributarie per le imposte sui redditi non di provenienza agricola, le imposte sulla vendita dei beni ed i dazi sono di esclusiva competenza del Governo Centrale;
  • State list: la disciplina del regime impositivo su redditi agricoli, successioni, terreni e fabbricati, nonché le tasse sui beni di lusso è attribuita ai singoli Stati;
  • Concorrent list: ambito di giurisdizione in cui il Governo Centrale ed i singoli Stati operano di concerto, con prevalenza del governo centrale. 
Le principali disposizioni legislative tributarie si riconducono alle seguenti fonti normative: Income Tax Act del 1961, Interest Tax Act del 1974, Expenditure Tax Act del 1987 e Finance Acts. Nell’aprile del 2012 dovrebbe entrare in vigore un nuovo Direct tax code.

L’IMPOSTA SUL REDDITO

Tassazione delle persone fisiche
Si distinguono tre categorie di contribuenti: i soggetti residenti tassati sui redditi ovunque prodotti in applicazione del “worldwide principle”, i soggetti non residenti assoggettati ad imposta sui redditi prodotti nel territorio dello Stato ed i soggetti "non ordinariamente residenti" (Nor) tassati come i contribuenti non residenti ma assoggettati ad imposta domestica sui redditi generati all’estero se provengono da un’operazione gestita e controllata in India. Il contribuente, pertanto, assume lo status di residente se presente in India per a) 182 giorni all’anno, ovvero b) 60 giorni in un anno e sia stato presente per almeno 365 giorni nei 4 anni precedenti. Se non ricorre alcuna delle precedenti condizioni, il soggetto passivo è qualificato come non residente. Parimenti, un soggetto è Nor qualora c) non sia stato residente in India per 9 anni durante gli ultimi 10 periodi d’imposta, ovvero d) nei 7 anni precedenti il periodo d’imposta considerato non sia stato presente in India per almeno 729 giorni. I redditi del contribuente sono classificati secondo 5 categorie: salari, redditi da proprietà immobiliari, profitti da attività o professioni, redditi di capitale e redditi da altre fonti. I fringe benefits erogati dal datore di lavoro sono assoggettati alla FBT (fringe benefits tax) con una aliquota del 30 per cento sul valore del bene, calcolato secondo determinate regole stabilite dall’ordinamento domestico. Di conseguenza, in caso di applicazione della FBT, il valore dei beni ricevuti dal datore non è computato nell’elaborazione della base imponibile su cui calcolare l’imposta delle persone fisiche.
La legge prevede un elenco di spese deducibili dal reddito come quelle previdenziali, assicurative, mediche e gli interessi sui mutui.
Il periodo di imposta per le persone fisiche, così come per quelle giuridiche decorre dal 1° aprile al 31 marzo dell’anno successivo.
 
Il sistema di scaglioni per l’anno di imposta 2015-2016, ha previsto le seguenti aliquote:
 
Reddito in rupie Aliquota
0-250.000 0%
250.001-500.000 10%
500.001-1.000.000 20%
Oltre 1.000.000 30%

Per gli ultra sessantacinquenni residenti, il primo scaglione è elevato a 300 mila e per gli ultra ottantenni a 500mila abolendo il secondo scaglione. A questo si aggiunge, per la parte di reddito non esente, un  tributo per l’educazione pari al 3% dell’imposta sui redditi dovuta.  Per i non residenti vi è una aliquota fissa del 20% cui si aggiunge il tributo per l’istruzione.
Nel 2103 è stata reintrodotto la sovrattassa per i redditi che eccedono 10 milione di rupie e che, a partire da aprile 2015 è pari al 12% dell’imposta sui redditi dovuta. L’ammontare della sovrattassa però non può superare l’eccedenza di reddito rispetto ai 10 milioni.

Tassazione delle persone giuridiche
L’imposta sul reddito delle persone giuridiche stabilisce che questo è formato da ogni provento che deriva dall’esercizio di attività industriale, commerciale o speculativa. Le società residenti sono tassate sul reddito complessivo di qualsiasi provenienza mentre quelle non residenti solo da quello di fonte indiana. Una società si considera residente se costituita secondo le norme di diritto indiano ovvero se la sua direzione amministrativa e manageriale è situata in India.. L’aliquota per le società residenti è del 30% mentre per le società non residenti e pari al 40%. Per i contribuenti che superano i 10 milioni di rupie di reddito è prevista una sovrattassa pari al 7% (2 % per le società non residenti) dell’imposta dovuta.  Se invece si superano i 100 milioni di rupie la sovrattassa diviene rispettivamente del 12% e del 5%. A queste si aggiunge il tributo per l’educazione pari al 3% calcolato sull’imposta dovuta e l’eventuale sovrattassa. Quindi l’aliquota effettiva sarà pari a 34,608% se residente e al 43,26% se non residente.  Con il nuovo Codice tributario in discussione l’aliquota per le società sarà ridotta la 30% comprendente il tributo per l’educazione mentre non è più prevista la  sovrattassa. Sono inoltre equiparate le aliquote per le società residenti e non residenti. Per queste ultime è stato però introdotto un imposta addizionale pari al 15% da calcolare sul reddito al netto dell’imposta sui redditi.
Qualora l’imponibile, determinato secondo le disposizioni dell’Income Tax Act, risulta inferiore del 18,54 (o 19,9% in caso vi sia la sovrattassa) per cento rispetto all’utile contabile, si determina il presupposto per l’applicazione della Mat (minimum alternative tax) sugli utili d’impresa. L’imposta è  calcolata assoggettando il risultato d’esercizio all’aliquota del 18,54%(o del 19,9%) per cento più sovratassa ed tributo per l’educazione. A partire dall’aprile 2015 la Mat non è più applicata con riferimento ad alcuni redditi delle società non residenti come ad esempio i capital gains, gli interessi e le royalties. Con il nuovo codice il limite per l’applicazione del regime Mat e la relativa aliquota è posto al 20%.

L’ordinamento prevede la possibilità di compensare e "riportare in avanti" (carry forward) per massimo otto esercizi le perdite della società, mentre non è prevista la possibilità del riporto all’indietro (carry back). Le perdite nell’attività ordinaria e quelle in conto capitale sono segregate tra di loro e possono essere compensate solo con utili dello stesso tipo. Le perdite in conto capitale sono a loro volta suddivise in perdite su investimenti di breve periodo che possono compensare gapital gain su  investimenti di lungo e di breve periodo mentre le perdite di lungo periodo solo guadagni di lungo periodo. Le sole svalutazioni posso essere compensate con utili di qualsiasi tipo.
Il sistema tributario non ammette il regime di tassazione consolidato di gruppo. 
Il periodo d’imposta va dal primo aprile al 31 marzo, il reddito è assoggettato alle aliquote vigenti dal 1° aprile successivo e la presentazione del modello di dichiarazione deve avvenire entro il 30 settembre. Le società nel corso dell’anno devono provvedere a versare quattro anticipi.
 
Imposta sulla ricchezza
L’imposta sulla ricchezza è stata abolita nel 2015 a causa dell’eccessiva difficoltà si da parte del contribuente che dell’amministrazione di accertare la corretta base imponibile. Essa è stata sostituita con un aumento della sovraimposta per i redditi più alti.
L’imposta sulla ricchezza colpiva il valore netto del patrimonio ed è pagata da individui, famiglie e persone giuridiche.
Sono soggetti a tassazione erano:
gli immobili ad uso residenziale e commerciale;
gli autoveicoli;
gli oggetti preziosi;
le imbarcazioni e gli aeromobili;
i terreni situati nelle città;
denaro contante superiore ai 50 mila rupie
Sono invece esenti da imposta i beni utilizzati per le attività produttive, gli investimenti finanziari, quelli posseduti da Trust, le abitazioni delle ex famiglie reali e altre attività previste dalla legge.
La base imponibile è data dalla differenza tra il valore complessivo dei patrimoni e i debiti e viene tassata con aliquota all’1% per l’ammontare che eccede 1,5 milioni di rupie.

REDDITI DA INVESTIMENTI

Persone fisiche
I redditi da capital gains, interessi e dividendi percepiti da soggetti residenti sono assoggettati all’imposta in India, indipendentemente dallo Stato in cui sono maturati; i soggetti non residenti ed i NOR sono ivi tassati solo se tali redditi sono generati o ricevuti in India. In particolare, i capital gains relativi ad attività detenute per più di tre esercizi sono assoggettati ad un’aliquota del 20 per cento, più la sovrattassa del per i redditi che superano 1 milione di Rupie ed il tributo per l’educazione.
Gli altri redditi da investimenti sono imputati nella determinazione della base imponibile del contribuente e, quindi, l’imposta si calcola in base allo scaglione di appartenenza. Per i soggetti non residenti, i capital gains da investimenti a lungo termine sono assoggettati ad un’aliquota del 10%, più la sovrattassa del 12 per cento per i redditi che superano 1milione di Rupie e l’applicazione del tributo per l’educazione del 3%. Per i capital gains derivanti da investimenti a breve termine in relazione a determinate attività indicate in appositi elenchi, l’aliquota prevista è pari al 10 per cento, più sovrattassa e tributo per l’educazione.
 
Persone giuridiche
I dividendi ricevuti da società residenti e i redditi provenienti da fondi mutualistici sottoposti a ritenuta a alla fonte (Dividend distribution tax- DDT) ad un tasso effettivo del 20,357% mentre sono esenti nelle mani dei riceventi. A tale livello si giunge aggiungendo all’imposta di base del 15% il 12% di sovraimposta e il 3% di imposta sull’educazione.  Qualora l’impresa residente pagatrice di dividendi ne riceva a sua volta da sussidiarie soggette a DDT di questi saranno dedotti dal valore dei dividendi da sottoporre a tassazione.  I dividendi ricevuti da società non residenti sono invece inseriti nel reddito del con la possibilità di poter usufruire di un credito di imposta per l’eventuale tassazione subita all’estero. Qualora l’impresa non residente sia controllata per almeno il 26% da una società indiana i dividendi pagati saranno sottoposti a tassazione sostitutiva al 15% senza deduzioni.
Il trattamento fiscale del I redditi da capital gains dipendono dal tipo di titolo e dal periodo di possesso dello stesso. Un titolo è considerato posseduto da lungo termine se lo è da più di tre anni, periodo ridotto ad uno per le quote di imprese e alcune tipologie di titoli. Le transazioni riguardanti azioni quotate e altri specifici titoli posseduti da lungo periodo  sono soggetti a tassazione del 10% (senza i benefici dell’aggiustamento per inflazione) a meno che non  scontino la security transaction tax (STT). Gli altri titoli l’aliquota è del 20% ma con gli aggiustamenti per l’inflazione. I guadagni di breve periodo su azioni quotate invece scontano una aliquota del 15% che si aggiunge alla STT mentre i capital gains su altre tipologie di titoli sono fatti rientrare nel reddito ordinario.
 
LE IMPOSTE INDIRETTE

L’imposta sul valore aggiunto (VAT)
L’imposta sul valore aggiunto è stata introdotta nel 2005 con lo scopo di sostituire gradualmente una serie di imposte indirette sia di livello nazionale che statale. Trattandosi di un’imposta statale regole ed aliquote sono decise a livello di ogni singolo stato anche se nell’ambito di un quadro unico a livello di Unione. Tale processo di sostituzione non si è però ancora completato soprattutto per le difficoltà di accordarsi tra stati e governo federale sulla ripartizione del gettito. L’imposta grava sulle le cessioni di beni e servizi effettuate nei territori dei vari Stati e sulle importazioni. Nel caso di vendite che comportino lo spostamento di merci da uno stato all’altro non viene applicata l’imposta del singolo stato ma quella analoga a livello dell’Unione. Essa è computata sul valore aggiunto del bene ad ogni cessione, neutralizzando l’imposta ad ogni passaggio intermedio della cessione e facendola ricadere sul consumatore finale. L’aliquota varia tra Stato e Stato  tra il 12,5% ed il 15% ma sono previste anche delle aliquote agevolate del 4.-5% su  medicine, input agricoli e industriali e beni strumentali e dell’1% per alcuni metalli preziosi. Per i liquori e prodotti petroliferi l’aliquota varia dal 20% al 30%. L’aliquota allo 0% è riservata alle esportazioni. Alcuni beni tra cui i prodotti petroliferi sono esenti. La lista dei prodotti cui si applicano le differenti aliquote risulta leggermente differente tra Stato e Stato.
 
L’imposta sui servizi (Service Tax)
Alcune tipologie di servizi individuati in un apposito elenco di categorie nei Finance Acts, come le attività di pubblicità, i servizi aeroportuali, i servizi assicurativi ed i servizi bancari e finanziari sono assoggettate ad apposita imposta sui servizi. Attualmente l’aliquota è del 10% sull’imponibile, ridotta nel 2009 dal precedente 12%. A questo va aggiunto il tributo per l’educazione.
 
Via libera del Parlamento indiano all’emendamento costituzionale che permetterà di uniformare la tassazione indiretta in tutta l'India. In questo modo si semplificherà radicalmente il meccanismo attuale, nel quale ogni Stato dell'Unione stabilisce autonomamente le tasse su beni e servizi. L'attuazione del GST ("Goods and Services Tax"), prevista per aprile 2017, richiederà nei prossimi mesi altri passaggi parlamentari e al livello degli Stati federati, ma il voto di ieri ha dato il via a quella che viene definita da molte parti come la più importante riforma economica dai tempi delle liberalizzazioni del 1991. Il nuovo sistema introdurrà il principio "one nation, one tax" e dovrebbe condurre alla realizzazione di un reale mercato unico all'interno dell'Unione Indiana. L'attuazione del GST, secondo gli analisti, porterà nel medio periodo a sostenere la crescita economica del Paese, con un ulteriore incremento del PIL fino al 2% e un generale miglioramento del "business environment".
 
Agevolazioni
Gli ordinamenti dei singoli Stati e del governo centrale prevedono una serie di agevolazioni fiscali finalizzate ad attrarre investimenti esteri nel territorio indiano ed, in particolare, in determinate zone per accrescerne lo sviluppo economico e sociale. A tal fine, sono state identificate delle SEZs (Special Economic Zones) considerate dei territori franchi in cui le unità produttive per la realizzazione di beni destinati all’esportazione sono esonerate dall’osservare le regolamentazioni previste nei singoli Stati federati e non sono previsti dazi riguardanti le attività di import-export. Esse inoltre sono esonerate dall’IVA, dall’imposta sui servizi e da altre imposte locali. Per le società di nuova costituzione è prevista un’esenzione totale dall’imposta sui redditi per i primi 5 anni e del 50% per i successivi 5. Inoltre le società sono esentate dal regime Mat. Ulteriori benefici sono concessi alle imprese appartenenti ad alcuni settori individuati dal il governo come il settore petrolifero per il quale è prevista l’esenzione dall’imposta sui redditi per i primi 7 anni e la totale deducibilità delle spese di ampliamento, esplorazione e sviluppo, il settore di progettazione e realizzazione di software ed apparecchi hardware , prevedendo la totale esenzione da imposizione su redditi prevista per le società ed incentivi all’esportazione.