India - Investimenti esteri

 

Il Governo indiano ha messo in atto un quadro politico sugli investimenti esteri diretti trasparente, prevedibile e facilmente comprensibile. Questo quadro è strutturato nella Circular on Consolidated FDI Policy, che viene aggiornata all’incirca ogni sei mesi. L’ultima FDI Policy è stata emanata il 30 settembre 2011 con effetto dal 1° ottobre 2011.
 
Gli investimenti stranieri vengono approvati secondo due diverse procedure: automatica o governativa, in base alle modalità e al settore di investimento. Nella procedura automatica, l'investitore non residente o la società indiana non necessitano di alcuna approvazione da parte del governo indiano per l'investimento. Al contrario, nella procedura governativa l’investimento è permesso previa approvazione del governo indiano. Le proposte di investimento che necessitano della procedura governativa sono gestite dal Foreign Investment Promotion Board (FIPB).
Per l’attività produttiva in alcuni settori è obbligatorio ottenere una licenza industriale. In particolare l’obbligo è limitato a:
 
  • settori riservati allo Stato (armi, munizioni e articoli per la difesa, energia atomica, trasporti ferroviari);
  • settori di interesse strategico, sociale e ambientale;
  • settori riservati alla piccola impresa. 
Le società a capitale interamente straniero possono ottenere approvazione automatica laddove operino nei settori ad alta priorità, quali:
  • produzione e trasmissione di energia elettrica (centrali idroelettriche, centrali termoelettriche a carbone/lignite, a petrolio e a gas)
  • distribuzione di energia elettrica per uso domestico, industriale e commerciale
  • costruzione e manutenzione di strade, autostrade, ponti, gallerie e porti. 
In caso contrario deve essere inoltrata richiesta al FIPB, che esprime il proprio parere in base a una serie di parametri.
In India sono permessi anche investimenti esteri nel settore delle piccole imprese. E' considerata tale (SSI – Small Scale Industry) una unità produttiva industriale, il cui investimento in impianti, macchinari e beni patrimoniali non superi i 10.000.000 di Rp. (circa 180.000 €).
 
Il governo indiano riconosce massima priorità alle piccole imprese, le quali contribuiscono in modo significativo alle esportazioni ed al livello occupazionale. Pertanto ha predisposto una serie di agevolazioni di natura fiscale, ed inoltre ha riservato al settore la produzione di circa 800 articoli industriali.
Una importante modifica, in vigore in India dal 10 gennaio 2012, ha inciso sugli investimenti di imprese straniere nel settore della vendita commerciale al dettaglio.
L’investimento diretto straniero (FDI) per la vendita al dettaglio in India è vietato tranne che per negozi monomarca in cui è ammesso a determinate condizioni fino al 51% del capitale della società indiana.
Infatti, per quanto riguarda l'industria monomarca, questo quadro è stato recentemente modificato in accordo alle ultime norme emanate dal Dipartimento della Politica e la Promozione Industriale del governo dell'India.
Secondo la nota n. 1 del 2012 emessa dal suddetto ente il FDI è stato autorizzato fino al 100% se accompagnato ad alcune condizioni e sottoposto ad un processo di approvazione del governo.
 
Le principali condizioni per FDI fornite dal nuovo regolamento sono riassunte come segue:
  • i prodotti per la vendita dovrebbero essere di un “unico marchio";
  • i prodotti dovrebbero essere venduti con lo stesso marchio a livello internazionale, in uno o più Paesi;
  • i prodotti dovranno essere muniti di marchio all’origine;
  • l'investitore straniero dovrebbe essere titolare del marchio;
  • per qualsiasi FDI il valore dei prodotti acquistati dovrebbe provenire almeno per il 30% da piccole industrie locali.
 
INCENTIVI GOVERNO CENTRALE
  • telecomunicazioni: esenzione fiscale per i primi 5 anni di esercizio, nei successivi 5 anni esenzione del 30%;
  • settore Petrolifero e Gas: esenzione dalla Corporate Income Tax per i primi 7 anni, totale deducibilità per spese d’ampliamento, esplorazione e sviluppo;
  • settore Minerario: Esenzione fiscale per i primi 5 anni di esercizio, nei successivi 5 anni esenzione del 30%, totale esenzione per le spese in impianti antinquinamento e macchinari eco-friendly;
  • progetti per Produzione e Distribuzione di energia elettrica: esenzione fiscale per i primi 10 anni di esercizio, e sui dividendi distribuiti;
  • settore delle Biotecnologie: deduzione del 150% su spese di R&D fornite da enti privati, del 125% su spese di R&D fornite da enti pubblici;
  • settore Stradale e Autostradale: esenzione per 10 anni dalla Corporate Tax, esenzione da custom tariffs per le importazioni di beni tecnologici;
  • settore Software e Hardware: esenzione fiscale per le esportazioni;
  • detrazioni sugli utili da esportazione per unità istituite in EPZs, STPs, EHTP, FTZ e SEZs;
  • detrazione totale o parziale sui guadagni derivanti dal cambio della valuta straniera per le società di costruzioni edilizie. 
INCENTIVI STATALI
  • Esenzione fiscale quinquennale per le nuove installazioni industriali, create in stati caratterizzati da maggiore arretratezza e in distretti svantaggiati. Detrazione del 25% (30% per le società) sugli utili nei 5 anni successivi. Per le industrie installate nelle regioni nordorientali, l’esenzione fiscale iniziale è di dieci anni.
ALTRI TIPI DI INCENTIVI
  • Libera rimessa di profitti e capitali all’estero derivanti da investimenti stranieri effettuati da società incorporate in India.